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SENO AUMENTO

tecniche possibili

L'unica possibilità seria è la mastoplastica additiva con utilizzo di protesi mammarie.
Le protesi possono essere rotonde o anatomiche, a gel coesivo o non coesivo, possono essere posizionate in sede sottoghiandolare o sottomuscolare, l'incisione può essere fatta a livello dell'ascella, dell'areola o del solco.
Non esiste una tecnica migliore in assoluto in tutti i casi, la scelta di tutto quanto sopra la facciamo insieme, valutando i pro e i contro nel tuo caso specifico.

obiettivo: aumento del volume del seno, ma con profilo naturale

Il profilo del seno bello giovane è caratterizzato da:
- linea superiore che scende più o meno dritta
- linea inferiore convessa.
Ti consiglio un aumento proporzionato (altezza, torace ecc.)
Se desideri un aumento importante, ti posso accontentare, finchè sia rispettato un profilo naturale.

tecnica da me preferita: incisione ascellare e protesi sottomuscolare

La tecnica che uso nella maggioranza dei casi:
mastoplastica additiva con incisione ascellare e posizionamento della protesi sottomuscolare.

ideale per la paziente giovane

la paziente ideale per questa tecnica ? quella con seno giovanile da aumentare.
In caso poi di paziente magra, con seno molto piccolo o assente, areola molto piccola, tendenza a cicatrici ipertrofiche, questa tecnica diventa obbligatoria.

differenze rispetto alle altre tecniche

l'incisione viene effettuata nel cavo ascellare
anzichè a livello dell'areola o del solco).
Le protesi mammarie sono inserite in sede sottomuscolare (anzichè sottoghiandolare)

vantaggi dell'incisione ascellare

assenza di cicatrici sul seno
(presenti in caso d'incisione a livello dell'areola o del solco)

rispetto assoluto della ghiandola mammaria
(attraversata in caso d'incisione a livello dell'areola)

vantaggi della sede sottomuscolare

Profilo naturale del seno, protesi mammarie
assolutamente non visibili, nè riconoscibili alla palpazione

Riduzione massima del rischio di contrattura capsulare
(tale rischio si è molto ridotto grazie alle protesi testurizzate,
ma in sede sottoghiandolare è sempre possibile).

Impossibilità di formazione di wrinkling
(possibile con protesi in sede sottoghiandolare)

conclusioni

La mastoplastica additiva con incisione ascellare e posizionamento delle protesi in sede sottomuscolare, permette di ottenere un seno perfetto senza cicatrici, con profilo naturale e con protesi assolutamente non riconoscibili nè alla vista, nè alla palpazione.


Paziente adulta con seno ptosico e/o areole grandi.
in caso di ptosi (discesa) del seno e dell'areola, e/o di areole eccessivamente grandi, dovendo comunque intervenire sulle areole per sollevarle e/o ridurle, effettuo ovviamente l'incisione di accesso a livello dell'areola, anzichè a livello dell'ascella.

paziente adulta con seno ptosico e/o areole grandi

in caso di ptosi (discesa) del seno e dell'areola, e/o di areole eccessivamente grandi, dovendo comunque intervenire sulle areole per sollevarle e/o ridurle, effettuo ovviamente l'incisione di accesso a livello dell'areola, anzichè a livello dell'ascella.

Postoperatorio immediato

Il posizionamento della protesi in sede sottomuscolare, da maggior dolenzia o fastidio i primi tre giorni dopo l'intervento, rispetto al posizionamento della protesi in sede sottoghiandolare. Questo fastidio, più o meno importante a seconda della soglia soggettiva della paziente, può essere attenuato con antinfiammatori.
Vale la pena soffrire un pochino i primi tre giorni, poichè la sede sottomuscolare da una maggiore sicurezza del risultato nel tempo.

mantenimento del risultato nel tempo

il posizionamento sottomuscolare garantisce un risultato esteticamente più bello e naturale, ma che soprattutto si mantiene nel corso degli anni.
Con il passare degli anni infatti i tessuti vanno incontro ad atrofia, per cui le protesi in posizione sottoghiandolare, ricoperte solo dalla ghiandola e dal tessuto sottocutaneo, tendono a diventare più visibili e a scendere.
Le protesi in posizione sottomuscolare, essendo invece ricoperte anche dal muscolo, mantengo la loro posizione e il profilo naturale.

complicazioni specifiche mastoplastica additiva

complicanze specifiche:
contrattura capsulare, wrinkling, rotazione della protesi

CONTRATTURA CAPSULARE
devi sapere che dopo l'inserimento di una protesi mammaria, l'organismo attorno ad essa forma sempre una capsula, in quanto la riconosce come un corpo estraneo. Questa capsula sottile isola la protesi e il seno appare bello, naturale e morbido.
Nel 4% dei casi, a volte un solo lato, la capsula periprotesica si ispessisce e si contrae.
La protesi mammaria in questo caso non viene alterata nella sua integrità, però essendo sottoposta alla forza di contrazione dalla capsula che la circonda, la traduzione all'esterno è una alterazione di vario grado della consistenza, della forma del seno, con dislocazione e dolore nei casi più gravi (gradi I, II, III, IV Baker).
Quale sia la causa dell'ispessimento e della contrattura della capsula non si conosce ancora completamente.
Tre fattori incidono sicuramente nella prevenzione:
a) prevenzione ematoma e infezione
b) superfice testurizzata delle protesi mammaria (anzichè liscia)
c) posizionamento sottomuscolare anzichè sottoghiandolare

a) prevenzione ematoma infezione: complicanze generiche

b) protesi mammarie testurizzate
la contrattura capsulare era più frequente in passato con le protesi mammarie lisce (30% dei casi) . In quanto la superfice liscia della protesi mammaria non poneva nessun ostacolo alla forza concentrica della contrattura capsulare.
Con le moderne protesi mammarie testurizzate, che presentano una superfice rugosa (che per meccanismi fisici crea un ostacolo alla forza concentrica della contrattura capsulare), questa complicazione si è ridotta grandemente (4% dei casi). Però il rischio non è azzerato.

c) Posizionamento sottomuscolare
Un altro fattore che riduce ulteriormente il rischio di contrattura capsulare è il posizionamento della protesi in posizione sottomuscolare anzichè sottoghiandolare.
La sede sottomuscolare inoltre garantisce un risultato più duraturo e inalterato nel tempo.

WRINKLING
Visibilità dell'effetto sulla protesi e che si traduce all'esterno come piegoline, causato dallo spostamento del gel che riempie la protesi
Prevenzione: posizionamento sottomuscolare o protesi a gel coesivo

ROTAZIONE DELLA PROTESI
Le protesi mammarie anatomiche hanno già, come dice il termine, un profilo naturale.
Infatti non sono rotonde, ma hanno un'altezza, una larghezza e il punto di maggiore proiezione non posto al centro della protesi, ma posto nella porzione inferiore dell'altezza.
Il vantaggio delle protesi anatomiche, però non è quello di ottenere un seno con profilo naturale, questo si ottiene perfettamente con una protesi rotonda messa in posizione sottomuscolare.
Il vantaggio principale delle protesi anatomiche, è che l'altezza, la larghezza, la distanza intermammaria, possono essere decise preoperatoriamente in maniera abbastanza precisa, in quanto non si è vincolati dal vincolo diretto volume-diametro che si ha con la protesi mammaria rotonda.
Lo svantaggio principale della protesi anatomica però, che si è rivelato nel corso degli anni, è che possono ruotare in tutti i sensi (alto-basso, fronte-retro), dando così al seno un profilo tutt'altro che anatomico.
Infatti la protesi anatomica da un profilo naturale al seno, quando si trova nella sua posizione corretta. Se dopo l'intervento si sposta, il seno può assumere un aspetto vario o bizzarro a seconda di come è ruotata la protesi.
Per prevenire questa rotazione, occorre che la 'tasca chirurgica' allestita per il suo posizionamento non sia troppo larga, ma sia lo stretto necessario e sufficiente per ospitare la protesi.
Purtroppo però dalla letteratura si vede che anche quando le tasche sono effettuate su misura lo stretto necessario e sufficente, le protesi anatomiche possono ruotare a distanza di tempo.
Quindi se non si vuole correre questo rischio nel tempo e si vuole avere un seno con profilo naturale, la cosa più sicura è utilizzare le protesi rotonde, testurizzate, in posizione sottomuscolare (non sottoghiandolare). In questo modo si previene al massimo anche il rischio di contrattura capsulare.

complicazioni generiche mastoplastica additiva

complicanze generiche: ematoma, sieroma, infezione, sofferenza cutanea necrosi, cicatrizzazione patologica, conseguenze, cause, prevenzione trattamento. (vedi sezione Complicazioni)

complicazioni generiche: precisazioni relative alla sede

cicatrizzazione patologica
effettuo l'incisione per inserire la protesi a livello della:

ascella se è una semplice mastoplastica additiva (solo aumento)
areola se è una mastopessi additiva (lifting e aumento)

in ambedue i casi la cicatrice è invisibile o pochissimo visibile a seconda delle variabilità individuali.

Certamente in paziente con cicatrici con tendenza ipertrofico-keloidea in altre parti del corpo o areola piccola, l'incisione a livello dell'ascella mette più al riparo in caso di paziente con predisposizione keloidea.

La cicatrice keloidea non trattata è rossa, spessa e rilevata
La cicatrice keloidea trattata è di aspetto biancastro cicatriziale, larga, piatta, che non si abbronza per la distruzione dei melanociti del derma (esito permanente, già evidente su cute normale, che si accentua su cute abbronzata)
Quindi in questa sfavorevole eventualità, ben diverso è avere questi esiti in pieno seno, un conto è averli a livello dell'ascella che di solito è anche poco esposta all'abbronzatura.

rischi di complicazioni

possibili (la protesi è sempre un corpo estraneo)
ma con le nuove protesi testurizzate (che riducono al minimo la complicanza specifica della mastoplastica additiva, la contrattura capsulare) e il posizionamento sottomuscolare, ridotte al minimo

soddisfazione della paziente

alta
la paziente quasi ''si dimentica di aver fatto l'intervento'' in quanto sente il nuovo seno come proprio.

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